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S. Zita e il pane degli angeli

 

Francesco Maria Narici - olio su tela 1776
 

 

Il dipinto è eseguito traendo spunto da un antico testo tratto da una fonte manoscritta quattrocentesca redatto stilato da un’antica e perduta filza di un notaio vicino alla Santa, dove si narrano la prime vicende della miracolosa vita terrena di Zita, domestica della ricca famiglia Fatinelli di Lucca. L’umile domestica si alzava ogni mattina di buon’ora per andare a pregare nella chiesa di san Frediano. Una mattina, durante la preghiera, cadde in estasi e si riprese dopo alcune ore, purtroppo non in tempo per andare a impastare e infornare il pane per la famiglia Fatinelli. Si precipitò dunque a casa e si scusò immediatamente con la padrona di casa che, stupita, le disse che il pane era già pronto per essere infornato. Se ne dedusse che gli angeli, in sua assenza, avessero preparato il pane al suo posto. Francesco Maria Narici interpreta la storia con l’artifizio del “quadro dentro al quadro” usato abitualmente da Velazquez. Infatti, in primo piano, due bellissimi angeli e un putto sono alle prese con il pane lievitato, mentre dietro alle loro spalle, in un secondo riquadro, la Santa in estasi prega davanti all’altare. La scena è realizzata con grande equilibrio dei piani e i due angeli sono davvero maestosi e bellissimi, così come accattivante è il piccolo putto che sulla destra impasta i pani.

Purtroppo lo stato di cattiva conservazione e i cattivi restauri passati rendono poco  fruibile la bellezza del dipinto.

Vita e miracoli della vergine beata Zita tradotta di latino in lingua toscana, per Giovanni Federighi, da Vico di Lunigiana, 1582 pag. 28 ; Vita di santa Zita Vergine….1697 pp. pp- 26-29.).

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